Impressionante ed ardita ascensione che sale con logico percorso il repulsivo pilastro grigio fortemente strapiombante del Sass de Mesdi'. Per salire i 150 metri circa, 170 di sviluppo, sono richieste 5 ore circa + 1 per tornare a fondovalle.
CHIODATURA:
Occorrono 8-9 rinvii, alcuni moschettoni, anelli di cordino, 2 staffe a testa con due cliff-hangers piccoli e 2 medi (consigliati nuts medi e piccoli).
ACCESSO:
Sulla strada "Vo' destro Adige" nel tratto compreso fra i paesi di Brentino e Preabocco si nota, sulla destra, un ponte sul canale "biffis" ed uno spiazzo per posteggiare. S'imbocca, ora, il "Sentiero per il Monte Cimo" e lo si segue sino al bivio (a 25 minuti di cammino dal parcheggio), laddoce si prende la sua diramazione sinistra che conduce esattamente alla base Sass de Mesdi' (Gran Diedro). Dal Parcheggio 45 minuti.
Discesa:dall'ultima sosta si sale ancora per qualche metro su roccie facili framiste ad erba sino al bosco sommitale. Per tracce di sentiero si prosegue verso NNE e, oltrepassate le sommita' delle Pale Alte del Brentino (laddove il sentiero si fa piu' marcato) con un largo giro verso Sud esso riporta alla base delle pareti e, quindi al "Sentiero per il Monte Cimo". Tempo necessario circa 1 ora. Relazione tecnica: si attacca la faccia sinistra di un diedro, si supera verticalmente un tratto di 7-8 metri strapiombante, si sale verso destra ad un cordino in clessidra e, da questo, si obliqua a sinistra ad una sosta su spuntone (S1,28 m).
Dallo spuntone si traversa a sinstra abbassandosi fino a prendere un gradino per le mani da cui, ancora a sinistra, si inizia a sfruttare i buchetti per i cliff grazie ai quali si sale, pressoche' verticalmente, alternando passaggi in artificiale su cliff a passaggi, sempre su staffe, protetti da chidi sin dove, con un ultimo passaggio (in libera) verso sinistra si tocca la sosta (S2, 30m).
Si supera ora su chiodi il sovrastante strapiombo al cui termine una decina di metri piu' facili e in libera conducono alla sosta (S3, 28m). Si sale un diedro sino ad un albero con cordino, si traversa qualche metro a sinistra e si sale poi in placca laddove essa attenua la propria verticalita'; si traversa lungamente a sinistra fino ad aggirare uno spigolo e superate alcune lame, si monta in sosta (S4,20m).
Dalla sosta si segue, in linea verticale, un sistema di lame e piccole gocce di roccia fino ad un diedrino al cui vertice di giunge in sosta (S5, 20m).
Si prosegue nella continuazione del precedente diedro che ora si presenta un po' sporco d'erba ma sembre ben appigliato;si oltrepassa un tettino e si sale la faccia sinistra del diedroal termine della quale , su roccia sempre piu' inclinata, si guadagna l'ultimo punto di sosta preso la sommita' boschiva(S6, 30m).
VIE:
Via Canto del Cigno
VI (un passaggio), VI-(due passaggi), un tratto di A1 ed alcuni passaggi di A1 su cliff-hangers, poi IV e V.
Le difficolta' riportate sono quelle dichiarate dai primi salitori (Carlo Laiti e Sergio Coltri, settembre 1985).
Le prime tre lunghezze di corda sono un concentrato di difficolta' tecniche molto sostenute sia in artificiale che in libera. L'impiego dei cliff ha tuttavia permesso di risparmiare sulla chiodatua e di rendere l'itinerario emozionante anche per i ripetitori.
A questo punto occorre sottolineare il monito espresso dai primi salitori affinche' "non vengano aggiunti altri chiodi ad espansione nel secondo tiro per non rovinare la via e l'emozione che se ne ricava".
Dalla seconda sosta(attrezzata) un'eventuale ritirata appare problematica; dalla terza, praticamente impossibile. Le difficolta' calano sensibilmente nella parte alta (S3-S6) ma la roccia saldissima ed appigliata regala ugualmente un'arrampicata di grande soddisfazione.
Tutti i chiodi impegnati sono rimasti in parte. La via e' ststa ripetuta dagli stessi primi salitori che ne hanno confermato le difficolta'. Itinerario consigliatissimo purche' affrontato con la prudenza e la preparazione necessaria.
IMMAGINI:
Disegno della Via