Il Monte Bracco (ma il nome viene a volte contratto in Mombracco) è una montagna delle Alpi Cozie alta 1.306 m, situata tra la Valle del Po , valle Infernotto e la pianura cuneese.
Offre offre diverse vie continue su ottima roccia, con vie non proprio per principianti.
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Di facile accesso, ci sono molte vie per ogni generi di arrampicata. Inoltre il paesaggio è eccezionale: si può vedere sia il Lago Maggiore che il Lago D’Orta. La roccia è magnificamente rugosa, solo a guardarla le suole delle scarpette si consumano (ottimo granito rosa di Baveno). Da segnalare anche una bella zona boulder. Che dire… un paradiso!
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E' il maggiore centro di arrampicata di tutta la Valsesia e grazie al contributo della famiglia di Claudio Soldarini, lo scopritore della falesia morto in un incidente nel '92 , le vie sono in continuo aumento.
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Arrampicare in Valle di Susa e' oggi possibile in un gran numero di centri che propongono una varieta' di tipi di roccia e una quantita' di stili differenti, tali da rendere l'area come una delle piu' interessanti tra quelle "storiche" italiane per l'arrampicata sportiva. Da sempre frequentata da arrampicatori locali e soprattutto dai torinesi, poco propensi alla pubblicita', non per mantenere i luoghi segreti, quanto piuttosto per una filosofia di vita tipica dei piemontesi "bogia nen", risente ancora di alcune carenze rispetto ad altri centri d'arrampicata, tra cui la mancanza di una guida aggiornata. Cercheremo cosi' di sopperire in parte con alcune indicazioni.
CHIODATURA: Varia
ESPOSIZIONE: Varia
ACCESSO: Si puo' dire che la valle cominci subito a ridosso della citta' di Torino, estendendosi dal comune di Rivoli fino al confine con la Francia, che si raggiunge tramite il valico del Monginevro, la Valle Stretta a Bardonecchia, il traforo del Frejus e il valico del Moncenisio. Da Torino quindi con le SS 24 e 25 della Valle di Susa oppure con l'autostrada che porta a Salbertrand-Bardonecchia.
VIE: I MASSI
Aprono la vallata una gran quantita' di massi erratici, sovente di solido e rugoso serpentino, che permettono la pratica del bouldering con tantissimi passaggi e traversate su appigli di solito netti a scagliette. Ne esistono piu' di 50 recensiti nella bella guida di G.C. Grassi "Sassismo spazio per la fantasia" edita dalla sezione di Torino del CAI. Quasi sempre gli atterraggi non sono pericolosi, ma qualche volta e' utile una corda. Diamo un'indicazione per i blocchi piu' belli:
- Pietra Salomone: Masso storico per la presenza di passaggi aperti da Giusto Gervasutti e piu' recentemente per alcuni passaggi storici aperti da Marco Bernardi nei primi anni '80. Roccia: serpentino a scagliette; difficolta' dal IV al 7c. Accesso: da Rivoli con la strada Reano-Villarbasse verso il paese di Trana, pochi metri prima del bivio per lo stesso. Lasciata l'auto si raggiunge il masso con una sterrata che parte a destra in 5 minuti.
- Pera d'le Masche: Masso molto bello per la sua posizione panoramica al di sopra dei Laghi di Avigliana. Roccia: serpentino a scagliette; difficolta' sino al 7a. Accesso: da Rivoli a Reano e di qui alla frazione Case Maresco. Prendere a sinistra una stradina sino a un bivio; quindi a destra sino a uno spiazzo dove si parcheggia. Verso destra per 200 metri e si e' al sasso.
- Pera Grossa di Rosta: Masso che assume interesse per la presenza di alcuni passaggi molto difficili, piuttosto che per la sua struttura, dalla quale in passato sono stati estratti dei blocchi. Roccia: serpentino; difficolta' dal IV al 7c. Accesso: da Torino a Rosta e di qui proseguire dalla chiesa per via La Valle e via Corbiglia che diventa sterrata. Prendere la terza stradina a destra e, in prossimita' di una radura, si intravede a destra il grande blocco.
- Blocco del castello del Conte Verde: Costituito da una liscia sfera granitica, questo blocco e' di sicura suggestione, posto in un prato tra le rovine dell'antico castello. Passaggi molto tecnici in aderenza su appoggi e prese inesistenti. Difficolta' sino al 7b. Accesso: per la SS 24 sino al bivio per Caprie e di qui svoltare a destra e subito a sinistra per 100 m sino alle indicazioni sulla Sinistra per il castello.
- Pera Pluc: Molto bello immerso in un bosco molto fitto offre numerose possibilita' su di un serpentino a volte con caratteristiche vaschette che permettono alcune belle traversate e numerosi passaggi impegnativi. ideale d'estate, ha difficolta' dal IV al 7b. Accesso. con la SS 24 sino ad Almese; a destra per Rivera-Milanere e, sorpassato il ponte, subito a sinistra in forte pendenza sino a superare le frazioni Braida Sonetto e Monte Capretto. Si giunge cosi' alla pista tagliafuoco che in 200 metri conduce al sasso.
- Massi di Novalesa. Posti sotto la grande parete di Novalesa, questi massi granitici ancora poco conosciuti offrono una gran quantita' di passaggi in un ambiente molto suggestivo. Difficolta' sino al 7a. Accesso: da Torino a Susa e di qui per la SS .25 del Moncenisio sino alle indicazioni per Novalesa che si lascia per proseguire sino alla grande cascata. Sulla sinistra di questa e' ben visibile la grande parete granitica alla cui base troviamo i massi.
- Massi della Valle Stretta: Gli unici massi calcarei della valle si trovano subito dopo Bardonecchia, verso la Parete dei Militi in Valle Stretta. Offrono belle traversate e alcuni difficili passaggi sino al 7b. Accesso: da Torino a Susa e di qui a Bardonecchia per la SS 24. Seguire le indicazioni per la Valle Stretta e poco prima della frontiera voltare a destra per raggiungere i primi sassi posti sotto il campeggio. La seconda zona si trova invece gia' in territorio francese nella piana sotto la Parete dei Militi.
- Massi del rif. Levi: Si trovano nelle vicinanze del rif. Levi a 1849 metri sopra Exilles. Su di uno gneiss lavorato sono possibili molti bei passaggi e alcuni tiri attrezzati sino al 7a+. Anche per il bouldering e' sovente utile la corda. Accesso: da Susa con la SS 24 sino a Exilles e Deveys. Di qui a destra. sino a S. Colombano ed al rifugio Levi.
LE FALESIE
- Caprie: Ovvero il giardino di G.C. Grassi; infatti il noto alpinista piemontese e' il maggior estimatore delle pareti di Caprie sulle quali ha tracciato negli ultimi anni circa 200 vie che in questo ultimo periodo sono state in gran parte richiodate per permettere un'arrampicata piu' sicura. La roccia e' un serpentino rosso molto vario e alcune pareti sono poste in ambienti molto suggestivi, caratterizzati da canyon a picco sul torrente. Vie dai 15 ai 150 metri, dal IV al 7c. Esiste una guida di G.C. Grassi su Caprie edita dallo stesso autore, mentre il quaderno con gli itinerari si trova nella locanda posta nella piazza del paese. Si arrampica tutto l'anno, naturalmente cercando la struttura adatta a ogni stagione, con la possibilita' di arrampicare al fresco in piena estate. Accessi: raggiungibili dalla piazza San Rocco in Caprie sono i pilastri della sinistra idrografica, cioe' il pilastro della San Marco (da non perdere), il pilastro della Vipera, l'Anfiteatro di Morodor e il settore delle Pozze (gia' sulla destra idrografica), con alcune vie estreme. Sempre da Caprie, dalla frazione Novaretto, si raggiungono la Rocca Bianca, il pilastro Rosso e la Rocca Nera, regno dell'arrampicata sprotetta. All'inizio del sentiero e' facilmente raggiungibile la bella paretina di Anticaprie, ideale per l'inverno. Per il settore dei pilastri della destra idrografica, invece, si prende da Caprie la strada per Peroaldrado e 500 m prima del paese, dietro una casa-capanno con campo di bocce, parte il sentiero che in 5 minuti porta alla sommita' dei pilastri dove si trovano gli ancoraggi per le calate. Sempre dalla strada per Peroaldrado, nei pressi di un parcheggio posto a ridosso del guardrail, si raggiungono con un sentierino le paretine dell'oasi dei Castagneti, il cui nome la dice lunga sulla bellezza e tranquillita' del luogo. Facile la prima struttura, piu' impegnativa la seconda attrezzata dal duo Vaio-Rebola.
- Campambiardo: Posto a poca distanza dal centro di Caprie, merita uno spazio a se' per essere diventato in questi ultimi anni uno dei centri di attrazione dei "top" della zona. E infatti su questo bel monolite di gneiss strapiombante, per lo piu' a opera di Roberto Mochino sono stati tracciati una quindicina di tiri dal 6b all'8a veramente belli, che offrono delle tecniche lunghezze sovente molto continue L'altezza delle vie e' di circa 20 metri. Al sole da meta' mattinata e immerso in un bel bosco di castagni, e' frequentabile quasi tutto l'anno escludendo i periodi piu' freddi. Tabella con i gradi delle vie alla base della struttura. Accesso: da Caprie prendere per Peroaldrado e Campambiardo. Giunti al paese, seguire un sentiero dietro le case che in 5 minuti porta all'evidente pilastro.
- Cava di Borgone: Gia' il nome la dice lunga sulla bellezza del luogo, una cava non e mai troppo bella. E invece queste placche di gneiss lisciato a quarzetti hanno sempre incontrato il favore di molti arrampicatori, attratti dalle vie mai atletiche e tecniche sui piedi e' dal sole che in inverno rende possibile arrampicare anche con la neve alla base. Esistono 25 vie dal IV al 7a, alte sui 25 metri. Accesso: con la SS 24 sino al paese di Borgone; di qui, di fronte alla banca, prendere una via trasversale a destra, e superato il passaggio a livello, continuare per i km sulla destra sino al piazzale della cava sotto la struttura.
- Borgone alto. 12a. Parete di Gneiss e Roccione: Accesso: prendendo a Borgone la stessa strada, ma voltando a destra nei pressi di una fontana, si segue la strada sino al suo termine e di qui in 15 minuti si perviene alla base di una parete di solido gneiss alta sino a 80. metri dove troviamo una ventina di divertenti vie generalmente in placca, anche di quattro tiri con difficolta'. dal IV al 7a+. E' la Parete di Gneiss (o Borgone alto), recentemente riattrezzata e maggiormente valorizzata; prende il sole dal mattino. Continuando per tracce verso destra si arriva in 10 minuti al caratteristico Roccione, a forma di grande diedro, una delle ultime scoperte fatte da Oscar Durbiano e Marzio Nardi per gli amanti delle vie estreme: per ora 5 itinerari molto belli, sovente su fessurini, spigoli e diedri, il piu' facile e' 7c+...
- Orrido di Chianocco. 13a. Loss Area, 13b. Giardino di Salino: L'Orrido di Chianocco e' veramente uno di quei posti unici per l'arrampicata in Val Susa. Non tanto per la qualita' della roccia costituita da un calcare bianco non certamente pulito e perfetto, piuttosto e' il luogo, con le pareti a picco che verso l'alto sembrano chiudersi ad affascinare. Luogo cosi' bello da divenire riserva naturale per il leccio: bisogna pertanto rispettare alcune regole di salvaguardia che interessano anche l'avifauna. Nell'Orrido vige il divieto di percorrere le vie sino in cima e da, febbraio al 30 giugno esiste il divieto totale di arrampicare. Comunque .il periodo migliore inizia proprio con giugno e va sino ad ottobre, nei mesi invernali fa troppo freddo. Le vie sono circa 15 su di un calcare a buchi, quasi sempre di resistenza con difficolta' dal 6b all'8a, chiodate in prevalenza dal duo Vaio-Rebola e da Roberto Mochino, alte sino a 25 metri. Accesso: con la SS 25 sino a un km prima di Bussoleno, dove si devia per Chianocco. e di qui con un sentiero segnalato sino alle Chiuse dove si trovano le vie (10 minuti). Fuori dal paese abbiamo due altri settori: il primo, la Loss Area, si trova all'estremita' destra dell'evidente barra rocciosa posta subito a ridosso delle case sulla destra dell'entrata dell'Orrido. Massima discrezione perche' si arrampica praticamente nel giardino di una casa; 5 vie dal 6b al 7c+, alte sino a 15 metri su di un calcare a scagliette. La seconda zona, il Giardino di Salino, e' raggiungibile voltando a sinistra un km prima di' arrivare a Chianocco e prendendo poco dopo una strada sterrata sempre a sinistra che in breve porta nei pressi di una casa. Nel bosco a destra si intravede la paretina calcarea alta 15 metri con 3 vie dal 6c al 7b+.
- Striature Nere. 14a. Paretine di marmo: Le Striature Nere sono senza dubbio il centro piu' frequentato della valle. Il buon numero di itinerari, la chiodatura e l'esposizione al sole fin dal primo mattino rendono possibile l'arrampicata anche in inverno. E' un centro storico, dove sono comparse le prime vie chiodate dalla prima generazione di arrampicatori sportivi della zona. La roccia e' un calcare marmoreo stratificato a scagliette, lo stile e' generalmente di continuita'. Circa 40 itinerari sino al 7c alti sino a 25 metri nella parete bassa (tabella con i gradi delle vie alla base), mentre un nuovo settore posto al di sopra con vie sino al 6b e' stato attrezzato dal gruppo Cordon-bleu. Da notare la riattrezzatura con anelli resinati della quasi totalita' delle vie ad opera di Andrea Viano. Accesso: da Torino verso Susa per la SS 25. Dopo Bussoleno raggiungere Foresto e, alla piazza della chiesa voltare a destra; dopo 200 metri prendere a sinistra un viottolo sterrato che porta a un piazzale. Di qui in 5 minuti alla base della parete. Dal sentiero si nota una liscia struttura leggermente appoggiata: e' la Paretina di marmo, dove furono chiodati i primi itinerari a spit della valle. Un po' dimenticata, offre comunque una quindicina di itinerari tecnici su roccia saldissima che in certi casi propongono difficili movimenti in aderenza sino al 6c e una via su muro strapiombante di 7b+. Come per le Striature, al sole dal mattino.
- Orrido di Foresto: Per anni la palestra chiave della valle, laboratorio di Marco Bernardi, l'Orrido continua ad essere frequentato al punto da richiedere la totale richiodatura ad anelli resinati effettuata da Andrea Viano, che lo ha riproposto in veste di palestra realmente moderna. Sul suo calcare marmoreo stratificato, al riparo dalla pioggia e dalla calura estiva, continuano a cimentarsi generazioni di climber su vie storiche come i Nani verdi o Sfrenuos. Circa 30 vie generalmente di resistenza su buone scaglie orizzontali, alte dai 15 ai 120 m, con difficolta' dal V al'7c+. Accesso: da Torino ,con la SS 25 sino a Bussoleno e di qui a Foresto (indicazioni per l'Orrido).
- Val Clarea: Tra le ultime palestre nate, le belle placche .della Val Clarea costituiscono una piacevole novita', specie per gli amanti delle vie in placca di aderenza. Gneiss granitoide molto compatto che offre circa 30 vie alte sino a 30 metri in media sul 6b/16c, con qualche puntata sui gradi piu' alti sino al 7c+. Si arrampica quasi tutto l'anno escludendo l'inverno. Accesso: da Susa con la SS 25 per il Moncenisio sino dopo Giaglione. Nei pressi di una casa in disuso si svolta per 5. Chiara e, superate Grange Buttigliera, si continua per Case Goranda per 600 metri. Nei pressi del canale Maria Bona, che si costeggia per qualche centinaio di metri, si trova la struttura del Toasso Bianco, mentre piu' avanti lungo la strada abbiamo il settore del Gran Rotza'.
- Paretone di Novalesa: Unica big wall della valle, attrezzata .per l'arrampicata sportiva con una via (i Naufraghi del tempo) di 9 tiri sino al 7b (250 metri). Ambiente garantito e possibilita' di apertura di numerose altre vie su questa bella struttura di gneiss granitoide. Accesso: vedi massi di Novalesa.
- Gravere: Un'altra novita' per la valle, ancora poco sfruttata e' la parete strapiombante posta dietro l'abitato di Gravere. La roccia e' un serpentino a scaglie e le vie. sono naturalmente atletiche, per ora un 7b e un 8a alti sino a 25 metri, ma altri cantieri in preparazione. Accesso: da Susa con la SS 24 per Bardonecchia sino. a Gravere. Lasciata la macchina dietro la chiesa, si prende un sentierino che porta alla struttura immersa nel bosco.
- Val Thuras: Una zona nuova frequentabile in estate e recentemente attrezzata e' quella della Val Thuras, meglio conosciuta come Griserie. Scoperta da L. Gally e M. Dalla Chiesa nel comune di Cesana Torinese, offre per ora circa 30 vie in due settori di ottimo calcare grigio. Poste a 1700 metri di altezza ed esposte a ovest e nord est, hanno una stagione corta che va dalla fine primavera all'inizio autunno. Difficolta' dal IV al 7b e altezza sino ai 100 metri. Accesso: da Susa con la SS 24 sino a Oulx e di qui a Cesana Torinese. Prendere la vecchia strada per Bousson dove si gira per Rhuilles e Thures. Le strutture sono poste tra queste due localita' e si raggiungono in 5 minuti (struttura della "Griserie"), mentre per il secondo settore (detto della "Griserie Gorge"), si prosegue in auto ancora un km sino a parcheggiare prima di una Madonna votiva nei pressi di un bosco di lanci. Di qui in pochi minuti alla gola suddetta.
- Valle Stretta, Parete dei Militi: Balzata agli onori delle cronache per l'organizzazione di Sport Roccia, la parete dei Militi ha subito uno strano destino, essendo troppo presto considerata un attrezzo da usare, modificandolo, cementandolo, distruggendolo e ricostruendolo per la sola organizzazione della gara. Cosi' ogni anno sparivano le vie dell'anno precedente e la parete dopo la gara veniva schiodata integralmente. Ma per fortuna le cose stanno cambiando; la parete -essendo in territorio francese - verra' richiodata in maniera stabile e si spera che di cemento non se ne parli piu'. Per ora resistono il settore "Albatros", con una ventina di vie dal V al 7c lunghe sino a 150 metri, e un settore posto di fronte al rifugio Terzo Alpini con 5 vie sino al 7b+.La roccia e' un calcare alterato, in alcune zone veramente ottimo ed entusiasmante. Ideale da giugno a fine settembre. Accesso: da Susa a Bardonecchia per la SS 24 e di qui indicazioni per la Valle Stretta. Passata la frontiera (i controlli alla sbarra sono rari) si prosegue sino alla piana dove troviamo prima il settore gare (schiodato) e quindi il settore Albatros e, 2 km piu' avanti, il settore del rifugio.
IMMAGINI:
Valle di Susa
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